Jnana Yoga
Swami Vivekananda · 1902
4,8 · 5 valutazioni
Il libro
Lo yoga della conoscenza, in lezioni tenute a Londra e New York: maya, la vera natura dell'uomo, l'Assoluto e il Vedanta applicato alla vita di chi fa del pensiero il proprio mestiere. La più grande opera filosofica di Vivekananda, ancora viva come quando fu pronunciata.
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Parte 1 · Un canto per tagliare le catene. Le prime sei slide, gratis.
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Un libro di conferenze scritto per chi ha bisogno di ragioni si apre con un canto. Tredici strofe, e ognuna finisce con lo stesso grido: «Om tat sat, Om!». Più o meno: Om, Solo Quello è reale.
Il canto è rivolto a un sannyasin, un monaco errante che ha rinunciato a tutto. Letto in fretta, suona come un regolamento per lasciare il mondo: niente casa, niente possessi, nessun legame.
È qualcosa di più grande. Quasi ogni idea che le conferenze andranno poi a sostenere è già qui, racchiusa in versi. Il monaco ne è solo l'immagine più nitida. Ciò che il canto descrive davvero è una libertà che è già tua, e quello che se ne fa una volta smesso di dubitarne.
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Un libro di conferenze scritto per chi ha bisogno di ragioni si apre con un canto. Tredici strofe, e ognuna finisce con lo stesso grido: «Om tat sat, Om!». Più o meno: Om, Solo Quello è reale.
Il canto è rivolto a un sannyasin, un monaco errante che ha rinunciato a tutto. Letto in fretta, suona come un regolamento per lasciare il mondo: niente casa, niente possessi, nessun legame.
È qualcosa di più grande. Quasi ogni idea che le conferenze andranno poi a sostenere è già qui, racchiusa in versi. Il monaco ne è solo l'immagine più nitida. Ciò che il canto descrive davvero è una libertà che è già tua, e quello che se ne fa una volta smesso di dubitarne.
La seconda strofa nomina le catene, e l'elenco non è quello che ti aspetti. Non solo odio e cattiveria, ma «amore, odio — bene, male — e tutta la folla duale».
Poi arriva il verso che morde: «schiavo è schiavo, accarezzato o frustato, non libero». Una catena d'oro splendente stringe esattamente quanto una di metallo grezzo. L'elogio da cui sei diventato dipendente, il conforto senza cui non puoi fare a meno, il buon nome che custodisci: ognuno decide il tuo umore con la stessa certezza di un rancore.
Quindi qui la libertà non consiste nell'avere più del lato buono e meno di quello cattivo. È non essere trattenuti né dall'oro né dal ferro, perché entrambi appartengono allo stesso mondo degli opposti.
Perché il canto mette in guardia dai ceppi d'oro?
- Legano più stretto del ferro, perché ogni piacere è peccato
- Sono la ricompensa del buon karma, e le ricompense vanno rifiutate
- Legano stretto quanto il ferro: un legame piacevole resta un legameRisposta corretta
- Appartengono ai ricchi, e un monaco deve opporsi alla ricchezza
Il punto del canto è l'uguaglianza: «schiavo è schiavo, accarezzato o frustato». Non dice mai che il piacere sia peccato né che la ricchezza sia male; dice che la metà buona di ogni coppia lega con la stessa forza della metà cattiva.
Nella quarta strofa il canto lascia parlare un obiettore. Chi semina deve raccogliere, la causa porta il suo effetto, il bene genera bene e il male genera male, e nessuno sfugge alla legge. Chi indossa una forma deve portare la catena.
La risposta della poesia disarma: «Verissimo». Vivekananda non nega il karma. Finché sei un corpo con un nome, la legge vale.
Ma, prosegue la strofa, «ben oltre nome e forma c'è l'Atman, sempre libero». L'Atman è il Sé, che una strofa successiva chiama il Testimone: non la tua personalità né la tua storia, ma ciò che è consapevole di entrambe. La catena è reale, ed è legata al nome e alla forma. Non è mai stata legata a te. Tutto dipende da quale dei due credi di essere.
Il canto accetta che la legge del karma valga davvero per chiunque viva in un corpo e porti un nome.
VeroRisposta corretta
«Verissimo», risponde la poesia all'obiettore. Non nega il karma; colloca il Sé libero, l'Atman, oltre nome e forma, dove la legge non ha nulla a cui aggrapparsi.
Guarda il verbo nel verso a cui il canto continua a tornare: «Sappi che tu sei Quello». Non diventare Quello. Non guadagnartelo, meritartelo, né aspettarlo fino a dopo la morte. Saperlo.
Quella sola parola cambia l'intero progetto. Se la libertà andasse costruita, servirebbero tempo, merito e fortuna, e la maggior parte delle persone non arriverebbe mai alla fine. Ma il canto ha già detto che il Sé è «sempre libero». Ciò che manca non è la libertà. È saperlo.
Ecco perché il libro si intitola Jnana Yoga, lo yoga della conoscenza. Qui conoscenza non significa informazioni che potresti cercare. Significa riconoscere ciò che sei con una tale pienezza da smettere di vivere come ciò che non sei.
Dentro il corso
18 parti- Il canto del sannyasinGratis qui sopra
- La necessità della religione
- La vera natura dell'uomo
- Maya e illusione
Domande
Jnana Yoga si può leggere gratis in Astra Trainer?
Sì. Il libro completo si apre gratis nel lettore dell’app, in inglese, spagnolo, tedesco, francese, italiano, polacco, portoghese e russo.
Che cos’è il corso breve?
18 parti brevi che ripercorrono le idee chiave del libro in slide, ognuna con un quiz veloce. Le prime sei slide puoi provarle gratis in questa pagina.
Dove scarico l’app?
Astra Trainer è gratis su App Store e Google Play. Jnana Yoga ti aspetta nella biblioteca dell’app.








