L'interpretazione dei sogni
Sigmund Freud (trans. A. A. Brill) · 1913
5,0 · 3 valutazioni
Il libro
Il libro che Freud considerava superiore a ogni altra sua opera: i sogni non sono assurdi, ma desideri mascherati quanto basta per superare una censura interiore. La traduzione di Brill del 1913 portò la psicoanalisi nel mondo anglofono, conservandone intatta la stranezza.
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Parte 1 · Cos'erano i sogni prima di Freud. Le prime sei slide, gratis.
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Ti svegli da un sogno vivido e, per un istante, ti sembra che sia qualcosa che ti è successo, non qualcosa che hai creato tu. Freud pensa che questa impressione mattutina sia all'origine della teoria più antica sui sogni.
Prima di Aristotele, scrive, la gente non considerava affatto il sogno un prodotto della mente che sogna. Era un messaggio dall'esterno, un'ispirazione divina, e si presentava in due forme: sogni veri e preziosi, mandati per avvertire il sognatore o predire il futuro, e sogni vani e ingannevoli, pensati per condurlo alla rovina.
Freud non se ne fa beffe. Dice che era perfettamente coerente con un mondo che proiettava all'esterno ciò che era reale solo dentro la mente. Il sogno al risveglio sembra estraneo, così gli si attribuì un mittente estraneo.
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Ti svegli da un sogno vivido e, per un istante, ti sembra che sia qualcosa che ti è successo, non qualcosa che hai creato tu. Freud pensa che questa impressione mattutina sia all'origine della teoria più antica sui sogni.
Prima di Aristotele, scrive, la gente non considerava affatto il sogno un prodotto della mente che sogna. Era un messaggio dall'esterno, un'ispirazione divina, e si presentava in due forme: sogni veri e preziosi, mandati per avvertire il sognatore o predire il futuro, e sogni vani e ingannevoli, pensati per condurlo alla rovina.
Freud non se ne fa beffe. Dice che era perfettamente coerente con un mondo che proiettava all'esterno ciò che era reale solo dentro la mente. Il sogno al risveglio sembra estraneo, così gli si attribuì un mittente estraneo.
Aristotele è il primo autore a cui Freud riconosce il merito di aver trattato il sogno come oggetto della psicologia, ed è già con un piede fuori dal tempio. I sogni, sosteneva, sono «di natura demoniaca, anche se non divina», ma conservano comunque un significato profondo se interpretati correttamente.
Notò anche qualcosa che un medico poteva sfruttare. Il sogno trasforma sensazioni lievi in sensazioni intense: scalda un po' una parte del corpo addormentato, e il sognatore attraversa il fuoco. Così un sogno potrebbe rivelare al medico una malattia che il paziente non ha ancora notato.
E la vecchia concezione non è mai morta del tutto. Freud osserva che, ai suoi tempi, persino uomini assennati, poco inclini all'avventura, fondavano la loro fede nelle forze sovrumane sul fatto che i sogni non si potevano spiegare, e che il dibattito sui sogni profetici era ancora aperto.
Secondo la rassegna di Freud, come intendeva la gente il sogno prima di Aristotele?
- Come ispirazione divina, un vero avvertimento oppure una visione ingannevoleRisposta corretta
- Come un segnale del corpo su una malattia non ancora avvertita
- Come un desiderio mascherato che il sognatore non poteva ammettere da sveglio
- Come un prodotto della mente stessa del sognatore, un'eco del giorno prima
Freud scrive che gli antichi non consideravano il sogno un prodotto della mente che sogna, ma un'ispirazione divina, divisa in sogni veri e sogni ingannevoli. Leggere i sogni per coglierne i primi segni di malattia è merito di Aristotele, che si era già in parte allontanato da quella visione.
Passiamo ora al campo opposto. Ai tempi di Freud, la teoria preferita da medici e scienziati era che il sogno fosse un risveglio parziale e anomalo.
Il fisiologo Binz lo spiegava in termini chimici. Il sonno è un intorpidimento causato da prodotti di affaticamento nel cervello. Verso il mattino questi vengono eliminati, gruppi di cellule cerebrali si risvegliano qua e là, e ciascuno lavora per conto proprio, senza il resto del cervello a governarne le associazioni. Il risultato sono immagini che si combinano «in modo selvaggio e disordinato», sempre meno irrazionali man mano che si risvegliano altre cellule.
La teoria è ordinata perché spiega ogni assurdità in un colpo solo: più strano è il sogno, meno cervello era sveglio a produrlo. Il suo verdetto sul sognare, nelle parole di Binz, è «un processo fisico, in ogni caso inutile, e in molti casi persino morboso».
Freud trovava che l'atteggiamento di questa scienza fosse colto al meglio in un paragone molto antico. Sognare, si diceva, è come «le dieci dita di una persona senza orecchio musicale che corrono sui tasti di uno strumento».
Nota cosa fa questa immagine. Non dice solo che i sogni sono confusi. Dice che nessuno sta suonando. I tasti sono reali e i suoni sono reali, ma dietro non c'è alcuna intenzione, quindi non c'è nessuna melodia da trovare.
Per questo Freud dice che questa visione nega al sogno la dignità di un processo psichico. Se ha ragione, un sogno non si può interpretare nemmeno in linea di principio, e l'interpretazione è fatica sprecata. Freud risponde con la domanda ovvia: «come potrebbero le dieci dita di un suonatore senza orecchio musicale produrre della musica?»
La scienza dominante ai tempi di Freud sosteneva che il sogno non è un vero atto della mente, ma un processo corporeo, e in molti casi persino morboso.
VeroRisposta corretta
Vero. La teoria medica preferita trattava il sogno come un risveglio parziale di cellule cerebrali, e Binz lo definì un processo fisico, inutile e spesso morboso. L'obiezione di Freud è che questo nega al sogno la dignità di un processo psichico.
Dentro il corso
20 parti- Che cos'era un sogno prima di FreudGratis qui sopra
- Sonno, memoria e stimoli: le domande irrisolte
- Il metodo: come scomporre un sogno
- L'iniezione di Irma: Freud analizza il proprio sogno
Domande
L'interpretazione dei sogni si può leggere gratis in Astra Trainer?
Sì. Il libro completo si apre gratis nel lettore dell’app, in inglese, spagnolo, tedesco, francese, italiano, polacco, portoghese e russo.
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